Il procuratore generale (AG) del Texas Ken Paxton ha annunciato di aver citato in giudizio Netflix per aver spiato i cittadini texani, compresi i bambini, e per aver raccolto i dati degli utenti a loro insaputa e senza il loro consenso.
La causa sostiene che Netflix monitori segretamente e monetizzi le abitudini di visione dettagliate degli utenti, compresi i minori, fornendo al contempo informazioni fuorvianti sulle proprie pratiche relative al trattamento dei dati. Il caso potrebbe ridefinire il modo in cui Netflix raccoglie i dati, indirizza la pubblicità e progetta funzionalità "che creano dipendenza", in particolare per i minori.
Secondo la denuncia, Netflix avrebbe messo in atto quello che l'ufficio del procuratore generale definisce un «programma di sorveglianza», trasformando ogni clic, ogni pausa e ogni sessione di visione in massa in dati che potevano essere venduti a inserzionisti e broker di dati.
Netflix respinge con fermezza le accuse, definendo la causa "infondata" e sostenendo di rispettare le leggi sulla privacy ovunque operi. Il portavoce Jamil Walker ha dichiarato:
«La causa è infondata e si basa su informazioni inesatte e distorte.»
Ma a prescindere dall'esito di questo caso specifico, la causa solleva una questione più ampia per tutti gli abbonati: quanto sa davvero di voi il vostro servizio di streaming e che uso fa di tali informazioni?
La denuncia del Texas dipinge Netflix come un'azienda che opera principalmente nel settore dei dati e solo in secondo luogo come servizio di streaming. L'ufficio di Paxton descrive addirittura Netflix come:
«Un’azienda che raccoglie e monetizza miliardi di dati comportamentali — e, di tanto in tanto, trasmette film in streaming.»
La denuncia fa inoltre riferimento a una sentenza del 2024 dell'Autorità olandese per la protezione dei dati, secondo la quale Netflix non rende nota la reale portata né il livello di dettaglio di tale raccolta di dati. La causa sostiene che Netflix non solo abbia utilizzato questi dati internamente per fornire consigli, ma li abbia anche venduti a broker di dati commerciali e a società specializzate in tecnologie pubblicitarie, generando «miliardi di dollari» all'anno.
Il Procuratore Generale intende porre fine alla raccolta e alla divulgazione illegali dei dati degli utenti, imporre a Netflix di disattivare l'riproduzione automatica predefinita sui profili dei bambini e applicare ulteriori provvedimenti inibitori e sanzioni civili.
Per i clienti, le principali conseguenze potrebbero includere potenziali modifiche alla raccolta dei dati, alla pubblicità mirata, alle impostazioni predefinite di riproduzione automatica, nonché controlli più chiari in materia di consenso e privacy. Per gli abbonati ai piani con pubblicità di Netflix, ciò potrebbe modificare leggermente la percezione della "personalizzazione" degli annunci, almeno nei paesi in cui le autorità di regolamentazione adottano misure restrittive.
Plus, la causa ci ricorda che le abitudini di streaming potrebbero essere molto più tracciabili di quanto gli utenti credessero. Anche se alla fine Netflix dovesse vincere la causa o raggiungere un accordo senza ammettere alcuna responsabilità, la causa mette in luce quali dati raccoglie l'azienda e per quale motivo.
Impostazioni sulla privacy e sull'account di Netflix
Probabilmente ci vorrà un po' di tempo prima che questa causa porti a dei cambiamenti. Ma ci sono alcune cose che puoi fare per proteggere la tua privacy:
- Netflix consente agli utenti di visualizzare e rimuovere le voci dalla cronologia di visione per ogni profilo, il che può limitare l'influenza delle abitudini passate sui suggerimenti.
- Se possibile, disattiva le e-mail di marketing non essenziali o le promozioni in-app che si basano sulla profilazione comportamentale.
- Utilizza i controlli parentali offerti da Netflix e disattiva la riproduzione automatica delle anteprime.
In sostanza, gestisci il tuo account Netflix come qualsiasi altro account online: controlla tutti i profili, elimina quelli che non usi più e dedica cinque minuti a dare un'occhiata alle opzioni relative alla privacy e alla riproduzione.
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